Blitz a Caserta, oltre 100 arresti. Presi i killer di Castelvolturno
La Guardia di finanza sta procedendo al sequestro di beni per 100 milioni di euro
CASERTA (30 settembre 2008) - Dalle prime ore di oggi è in corso un blitz della polizia di Caserta contro il clan camorristico dei Casalesi, per eseguire 107 arresti. Coordinata dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia, l'operazione riguarda capi e gregari dell'organizzazione operante non solo nel Casertano e nel basso Lazio, ma anche con collegamenti nazionali ed internazionali. Anche la GdF sta procedendo al sequestro di beni mobili ed immobili e società commerciali riconducibili al clan per 100 milioni di euro. Durante le operazioni della mattinata i carabinieri del comando provinciale di Caserta hanno arrestato tre latitanti del clan dei Casalesi ricercati da tempo poiché ritenuti responsabili dalle forze dell'ordine di numerosi omicidi che hanno avuto luogo tra l'agro aversano e Castelvolturno. Il rifugio dei tre è stato scoperto in due villini di Quarto Flegreo, nel napoletano. Sono Alessandro Cirillo, detto "o sergente", Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia. Nel corso dell'operazione coordinata dal comandante dei Carabinieri di Caserta, colonnello Carmelo Burgio. I miliari hanno anche sequestrato due Kalasnikov e due pistole di grosso calibro.
CASERTA - "Una buona giornata per lo Stato". Misurato, come sempre, Rodolfo Ruperti, capo della squadra Mobile di Caserta, così definisce la maxioperazione di stanotte, della quale fin dalle prime ore della mattina sono stati tenuti al corrente anche i media locali.Dopo il sangue di Castel Volturno e il lutto per la morte di Francesco Alighieri e Gabriele Rossi a Casapesenna, alla fine, nella rete, ad opera dell'Arma, Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia.Un triplice arresto che il capo della Dda napoletana, Franco Roberti, nel corso di un'intervista a Radio Capital non esita a definire "un'operazione autonoma dei Carabinieri".Un colpo micidiale anche al clan Schiavone: finisce in carcere la moglie di Francesco Schiavone, detto Sandokan, Giuseppina Nappa. Manette per il cugino del boss, Mario Schiavone, preso a Casal di Principe.L'Ansa riferisce anche dell'arresto di un avvocato, Mario Natale. Manette anche per capozona ed esattori del clan, tra i quali i Reccia.Peppe Setola, dopo la "mazzata" del sequestro supermilionario di ieri, perde quasi tutti i pezzi del suo gruppo di fuoco e di vertice della cosca bidognettiana che guida dopo l'abbandono di Cicciotto 'e Mezzanotte, sempre più vicino alla collaborazione con la giustizia.500 uomini in campo della polizia, 100 delle Fiamme Gialle, una maxi-ordinanza della Dda che prevede 107 custodie cautelari: 77 notificate in carcere, 30 eseguite con l'arresto, con la messa fuori gioco di 30 affiliati del clan finora liberi.L'accusa è quella di associazione a delinquere, omicidi, estorsione, ricettazione aggravata dalla finalità mafiosa e si contesta agli affiliati dei Casalesi di aver ricevuto uno 'stipendio' mensile dal capoclan.Una maxi-ordinanza di centinaia e centinaia di pagine, una vera "bibbia" dell'operazione contro i Casalesi.Due operazioni contro il clan dei Casalesi che hanno portato innanzitutto alla cattura dei boss dell'ala stragista Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia. Questi ultimi, considerati mandanti ed esecutori della strage di Castel Volturno, sono stati sorpresi dai carabinieri in tre villette tra Licola e Quarto Flegreo, sul litorale domizio, poco lontano dal chilometro 43 della Domiziana e da Baia Verde, dove il 18 settembre hanno ucciso il gestore di una sala giochi e poi 6 extracomunitari di origine ghanese.Alessandro Cirillo, detto 'O sergente, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia, detto 'O zuoppo: nel corso dell'operazione coordinata dal comandante dei Carabinieri di Caserta, colonnello Carmelo Burgio, i militari hanno anche sequestrato ai camorristi due Kalasnikov e due pistole di grosso calibro.riunvenute e sequestrate anche le autovetture e le motociclette utilizzate dal gruppo di fuoco per la strage di Castel Volturno: un'importante colpo dell'Arma che servirà, probabilmente, attraverso il lavoro della Scientifica, a costruire l'intero puzzle dell'azione gruppo stragista sulla Domiziana. Alessandro Cirillo, detto 'O sergente, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia, detto 'O zuoppo, sono tutti e tre camorristi che, secondo le ultime indagini, avrebbero formato un nuovo clan dopo lo scioglimento della fazione di Francesco Bidognetti, detto Cicciotto 'e mezzanotte, iniziato con il pentimento di Domenico, cugino del boss Francesco, e della moglie di quest'ultimo Anna Carrino.I tre avrebbero iniziato a chiedere le estorsioni per conto proprio dall'inverno scorso. Lo testimonia la narrazione di Gaetano Vassallo, imprenditore nel settore rifiuti ed ex albergatore, oggi collaboratore di giustizia che ha raccontato ai pm dell'Antimafia di aver incontrato a marzo Alessandro Cirillo a casa del fratello del killer Giuseppe Setola e ha anche tirato in ballo il sottosegretario Nicola Cosentino nel giro di tangenti della rifiuti connection.Alessandro Cirillo, del peso corporeo che supera il quintale, era ricercato per delitti commessi nel 1994 e nel 1996.Oreste Spagnuolo, invece, è considerato uno dei più abili del gruppo di fuoco che ha iniziato a spargere sangue nel Casertano dall'omicidio di Umberto Bidognetti padre del collaboratore di giustizia avvenuto il 2 maggio scorso.Giovanni Letizia è ritenuto invece un abile guidatore e non si esclude che proprio lui fosse alla guida dell'auto dei killer della strage degli immigrati a Castel Volturno.E' stato accanto a Luigi Guida, detto 'O drink, napoletano del quartiere Sanità passato a servizio con i Casalesi. Spagnuolo e Cirillo avrebbero fatto parte, assieme ad Alfonso Cesarano, parte del gruppo di fuoco che ha ucciso sei immigrati e un gestore di una sala giochi. Del gruppo di fuoco restano ancora ricercati Emilio Di Caterino e Peppe Setola, uscito ad aprile scorso dal carcere, nonostante fosse agli arresti sotto i rigori del 41 Bis, per poter curare una "grave patologia retinica" in una struttura ospedaliera di Pavia.Da lì, il 23 aprile scorso Setola è fuggito: una settimana dopo sono cominciati gli omicidi firmati dal gruppo di fuoco.
mercoledì 1 ottobre 2008
sabato 27 settembre 2008
AmmazzateciTutti
AmmazzateciTutti... Che cos'è e come aiutare il Movimento
http://www.ammazzatecitutti.org/il-movimento.php
il Movimento
Che cos'è "Ammazzateci tutti"?
Qualche informazione sul Movimento.
"Ammazzateci tutti" è il nome del movimento anti-'ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri (RC) negli ultimi mesi del 2005, ossia all'indomani dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. Inizialmente composto da soli ragazzi (per lo più studenti liceali ed universitari), il Movimento nei mesi successivi alla sua nascita ha incontrato il sostegno fattivo anche degli adulti, e nello specifico dei familiari vittime di 'ndrangheta.Ben presto il Movimento, grazie alla rete e ad internet è riuscito ad unire ragazze e ragazzi da tutta Italia che, all'appello di "giovani contro tutte le mafie!" ha unito e continua ad unire in un unico grido ed in un grande movimento antimafie su scala nazionale la meglio gioventù italiana italiana nella lotta contro le mafie e per la legalità: dalla Sicilia, alla Campania, alla Lombardia, al Lazio, alla Puglia, al Veneto, i coordinamenti del Movimento si stanno costituendo oramai in tutto il Paese.
Attività ed iniziative più significative svolte sino ad oggi
La prima apparizione pubblica dell'embrione del Movimento è stata fatta a Locri il 19 ottobre del 2005. in occasione dei funerali dell'On. Francesco Fortugno, quando un primo nucleo di sette ragazzi espone insieme all'ideatore Aldo Pecora l'ormai famoso striscione di sfida alla mafia "E adesso ammazzateci tutti". Seppur provenienti da tutta la provincia di Reggio Calabria, i ragazzi partecipanti alle manifestazioni di ribellione furono ribattezzati dai media come "i ragazzi di Locri".Successivamente già alla grande manifestazione popolare del 4 novembre 2005 a Locri, a cui parteciparono oltre 15.000 persone, il neo-costituiuto Movimento spontaneo "Ammazzateci tutti" svolse un ruolo chiave nell'organizzazione dell'evento mettendo online il sito internet www.ammazzatecitutti.org, che in una sola settimana dalla messa in rete ha registrato più di 200.000 contatti.Dal marzo 2006 il Movimento sta promuovendo un disegno di legge (giacente in Parlamento dal 1992). Punto forte di questo disegno di legge, il cui articolato consta di tre semplici disposti, è il divieto di propaganda elettorale a chi sottoposto misure di sorveglianza speciale. Secondo la tesi proposta, infatti, è impensabile che in Italia il mafioso possa perdere elettorato attivo e passivo ma possa comunque condizionare gli esiti elettorali sponsorizzando candidati di sua fiducia. Il DdL impone, qualora accertato il compromesso stretto tra il mafioso ed il candidato eventualmente eletto, il decadimento immediato dalla carica elettiva di quest'ultimo.Il 24 marzo 2006 il Movimento convoca un'Assemblea pubblica a Palazzo Nieddu del Rio, a Locri, dove invita tutti i candidati alle Elezioni Politiche a sottoscrivere un patto d'onore per l'appoggio al DdL in caso di elezione al Parlamento. Oltre 50 candidati sottoscrivono questo impegno.Ad oggi, dopo la pubblica sponsorizzazione dei ragazzi del movimento, hanno sottoscritto questo disegno di legge oltre 150 deputati e 50 senatori di maggioranza e opposizione.Il 2 giugno 2006 organizza un "presidio di legalità" con oltre 500 persone presso il ristorante "Al Valantain" in località Santa Trada di Villa San Giovanni, costretto a chiudere dopo innumerevoli attentati, tentativi di estorsione e minacce di morte, ed i cui titolari, la famiglia Mazza, sono costretti ad emigrare all'estero per tentare di rifarsi una vita.Il 9 agosto del 2006 promuove ed organizza a Campo Calabro una manifestazione pubblica per il quindicesimo anniversario dall'assassinio del Sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Antonino Scopelliti. Il giorno 11 novembre 2006 i ragazzi del Movimento sono tra i promotori ed i soci fondatori di una nuova organizzazione di associazioni, movimenti, espressioni del mondo delle cooperative, della Scuola, dell'Università, della Chiesa e dell'imprenditoria, la "Rete per la Calabria", presentata ufficialmente in un Convegno tenutosi presso l'Auditorium Lamberti di Reggio Calabria il 5 gennaio 2007, con la partecipazione di diverse personalità calabresi tra i relatori.
"Mafie: consenso negato!"
il 17 febbraio 2006 Ammazzateci tutti ha convocato ed auto-organizzato a Reggio Calabria "Mafie: consenso negato", portando in piazza oltre 5.000 ragazzi provenienti da tutto lo Stivale. La manifestazione, rifacendosi alle parole del giudice Paolo Borsellino ("Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo"), ha visto la partecipazione di familiari di vittime di 'ndrangheta e Cosa Nostra accanto alle mamme dei ragazzi vittime di "lupara bianca". La giornata è stata investita dell'Alto patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.Il 30 maggio 2007 Ammazzateci tutti, acquisita personalità giuridica, ha presentato formale richiesta di costituzione di parte civile nel processo contro i presunti mandanti ed esecutori del delitto Fortugno. Il movimento è l'unica organizzazione "non istituzionale" ad aver avanzato tale istanza, accanto alla Regione Calabria, alla Provincia di Reggio Calabria ed al Comune di Locri.
Il meeting nazionale "Legalitàlia"
Il 9, 10 ed 11 agosto 2007, in occasione del sedicesimo anniversario dall'assassinio del giudice Antonino Scopelliti, Ammazzateci tutti assieme alla Fondazione Antonino Scopelliti ha promosso ed organizzato a Reggio Calabria "Legalitàlia", il primo meeting nazionale dei giovani antimafia, ospitando a Reggio Calabria una platea di quasi 300 giovani delegati di associazioni e movimenti giovanili italiani ed alcuni tra i massimi esperti italiani in materia di mafie tra giornalisti, magistrati ed operatori sociali.
Ammazzateci tutti oggi: accanto ai testimoni di giustizia ed a De Magistris
Attualmente il Movimento, oltre a sostenere con ogni mezzo possibile i testimoni di giustizia come Pino Masciari, sta promuovendo inoltre numerose azioni di carattere legislativo in materia di lotta e contrasto alla criminalità organizzata, quali ad esempio l'accelerazione dei processi di mafia, costantemente a rischio prescrizione.Ammazzateci tutti è inoltre accanto al pubblico ministero Luigi De Magistris ed ha organizzato diverse manifestazioni e raccolte firme in Calabria ed in tutta Italia contro il trasferimento di quest'ultimo avanzato dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella.Oggi Ammazzateci tutti è un movimento antimafia nazionale, con coordinamenti periferici in Calabria, Sicilia, Lazio, Lombardia e Veneto. Nel 2007 ha aderito al Movimento anche Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano, ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto l'8 gennaio 1993. Sonia Alfano è attualmente coordinatore regionale di Ammazzateci tutti in Sicilia e membro, assieme a Rosanna Scopelliti (figlia del magistrato Antonino Scopelliti) del coordinamento nazionale del Movimento.Portavoce nazionale del movimento è Aldo Pecora, già autore dello slogan "E adesso ammazzateci tutti".
Strumenti e mezzi
La portata storica del Movimento è quella di essere auto-finanziato, in quanto non è intenzione degli aderenti usufruire di contributi pubblici per lo svolgimento delle proprie attività.L'impegno maggiore dei ragazzi è mero volontariato sociale, e si concretizza in assemblee, conferenze e confronti nelle scuole di tutta Italia.Sin dai primi mesi del 2006, infatti, i rappresentanti del Movimento sono stati protagonisti di centinaia di assemblee ed incontri in diverse località d'Italia, specialmente nelle Istituzioni scolastiche, per promuovere e sensibilizzare i giovani rispetto la cultura della legalità e l'antimafia sociale.Agli incontri, assieme ai rappresentanti del Movimento hanno preso parte numerose personalità del mondo della cultura, della magistratura, dell'imprenditoria, del giornalismo e del panorama politico nazionale.I ragazzi e le ragazze del Movimento sono stati altresì ospiti di diverse trasmissioni televisive e radiofoniche della Rai e delle reti televisive e radiofoniche private sia nazionali che regionali, dove sono stati individuati come interlocutori credibili di una nuova Calabria che vuole cambiare e sta già cambiando.Organo principale di informazione tra gli attivisti è il forum telematico del sito internet, che ad oggi conta più di 3.000 iscritti.Il sito internet, vittima di un grave attacco informatico nel settembre del 2006, conta oggi tra i 45.000 ed i 60.000 contatti al giorno.
"Ammazzateci tutti" in numeri
(dati aggiornati al 7 luglio 2008)
151 sono le città di tutta Italia dove i ragazzi del Movimento sono stati invitati. 1.236 sono le ore spese in assemblee scolastiche, universitarie, incontri e dibattiti pubblici; 3.420 sono i Megabyte di spazio occupati dai contenuti sul server del sito internet; 4.937 sono le lettere e le e-mail con attestati di stima da tutta Italia; 3.000 sono le t-shirt realizzate ed impegnate nell'auto-finanziamento del Movimento; 8.895 sono gli iscritti al forum telematico del sito internet; 24.452 sono i Megabyte di traffico generati mediamente ogni mese dal sito internet; 18.091 sono i ragazzi di tutt'Italia che hanno comunicato i propri recapiti ai referenti del Movimento, mettendosi a disposizione per la costituzione dei coordinamenti territoriali; 71.563 sono le persone iscritte alle newsletter del sito internet; 50.000 in media sono i contatti unici giornalieri registrati dal sito internet.
Riconoscimenti
Ammazzateci Tutti ha ricevuto sin dalla sua nascita decine di riconoscimenti da parte di associazioni, movimenti ed enti di tutta Italia.Da segnalare tra i tanti riconoscimenti attribuiti il prestigiosissimo Premio Internazionale "Joe Petrosino 2007", assegnato nell'aprile 2007 ai ragazzi del Movimento dall'omonima associazione italo-americana con medaglia d'argento congiuntamente al vescovo di Locri Mons. Giancarlo Maria Bregantini, al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino ed al Capo della squadra mobile Polizia di New York Antony Izzo.
http://www.ammazzatecitutti.org/editoriale/ammazzatecitutti-rischia-di-chiudere-entro-un-mese.php
http://www.ammazzatecitutti.org/il-movimento.php
il Movimento
Che cos'è "Ammazzateci tutti"?
Qualche informazione sul Movimento.
"Ammazzateci tutti" è il nome del movimento anti-'ndrangheta sorto su iniziativa spontanea dei giovani a Locri (RC) negli ultimi mesi del 2005, ossia all'indomani dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria Francesco Fortugno. Inizialmente composto da soli ragazzi (per lo più studenti liceali ed universitari), il Movimento nei mesi successivi alla sua nascita ha incontrato il sostegno fattivo anche degli adulti, e nello specifico dei familiari vittime di 'ndrangheta.Ben presto il Movimento, grazie alla rete e ad internet è riuscito ad unire ragazze e ragazzi da tutta Italia che, all'appello di "giovani contro tutte le mafie!" ha unito e continua ad unire in un unico grido ed in un grande movimento antimafie su scala nazionale la meglio gioventù italiana italiana nella lotta contro le mafie e per la legalità: dalla Sicilia, alla Campania, alla Lombardia, al Lazio, alla Puglia, al Veneto, i coordinamenti del Movimento si stanno costituendo oramai in tutto il Paese.
Attività ed iniziative più significative svolte sino ad oggi
La prima apparizione pubblica dell'embrione del Movimento è stata fatta a Locri il 19 ottobre del 2005. in occasione dei funerali dell'On. Francesco Fortugno, quando un primo nucleo di sette ragazzi espone insieme all'ideatore Aldo Pecora l'ormai famoso striscione di sfida alla mafia "E adesso ammazzateci tutti". Seppur provenienti da tutta la provincia di Reggio Calabria, i ragazzi partecipanti alle manifestazioni di ribellione furono ribattezzati dai media come "i ragazzi di Locri".Successivamente già alla grande manifestazione popolare del 4 novembre 2005 a Locri, a cui parteciparono oltre 15.000 persone, il neo-costituiuto Movimento spontaneo "Ammazzateci tutti" svolse un ruolo chiave nell'organizzazione dell'evento mettendo online il sito internet www.ammazzatecitutti.org, che in una sola settimana dalla messa in rete ha registrato più di 200.000 contatti.Dal marzo 2006 il Movimento sta promuovendo un disegno di legge (giacente in Parlamento dal 1992). Punto forte di questo disegno di legge, il cui articolato consta di tre semplici disposti, è il divieto di propaganda elettorale a chi sottoposto misure di sorveglianza speciale. Secondo la tesi proposta, infatti, è impensabile che in Italia il mafioso possa perdere elettorato attivo e passivo ma possa comunque condizionare gli esiti elettorali sponsorizzando candidati di sua fiducia. Il DdL impone, qualora accertato il compromesso stretto tra il mafioso ed il candidato eventualmente eletto, il decadimento immediato dalla carica elettiva di quest'ultimo.Il 24 marzo 2006 il Movimento convoca un'Assemblea pubblica a Palazzo Nieddu del Rio, a Locri, dove invita tutti i candidati alle Elezioni Politiche a sottoscrivere un patto d'onore per l'appoggio al DdL in caso di elezione al Parlamento. Oltre 50 candidati sottoscrivono questo impegno.Ad oggi, dopo la pubblica sponsorizzazione dei ragazzi del movimento, hanno sottoscritto questo disegno di legge oltre 150 deputati e 50 senatori di maggioranza e opposizione.Il 2 giugno 2006 organizza un "presidio di legalità" con oltre 500 persone presso il ristorante "Al Valantain" in località Santa Trada di Villa San Giovanni, costretto a chiudere dopo innumerevoli attentati, tentativi di estorsione e minacce di morte, ed i cui titolari, la famiglia Mazza, sono costretti ad emigrare all'estero per tentare di rifarsi una vita.Il 9 agosto del 2006 promuove ed organizza a Campo Calabro una manifestazione pubblica per il quindicesimo anniversario dall'assassinio del Sostituto procuratore generale presso la Corte di Cassazione, Antonino Scopelliti. Il giorno 11 novembre 2006 i ragazzi del Movimento sono tra i promotori ed i soci fondatori di una nuova organizzazione di associazioni, movimenti, espressioni del mondo delle cooperative, della Scuola, dell'Università, della Chiesa e dell'imprenditoria, la "Rete per la Calabria", presentata ufficialmente in un Convegno tenutosi presso l'Auditorium Lamberti di Reggio Calabria il 5 gennaio 2007, con la partecipazione di diverse personalità calabresi tra i relatori.
"Mafie: consenso negato!"
il 17 febbraio 2006 Ammazzateci tutti ha convocato ed auto-organizzato a Reggio Calabria "Mafie: consenso negato", portando in piazza oltre 5.000 ragazzi provenienti da tutto lo Stivale. La manifestazione, rifacendosi alle parole del giudice Paolo Borsellino ("Se la gioventù le negherà il consenso, anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo"), ha visto la partecipazione di familiari di vittime di 'ndrangheta e Cosa Nostra accanto alle mamme dei ragazzi vittime di "lupara bianca". La giornata è stata investita dell'Alto patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.Il 30 maggio 2007 Ammazzateci tutti, acquisita personalità giuridica, ha presentato formale richiesta di costituzione di parte civile nel processo contro i presunti mandanti ed esecutori del delitto Fortugno. Il movimento è l'unica organizzazione "non istituzionale" ad aver avanzato tale istanza, accanto alla Regione Calabria, alla Provincia di Reggio Calabria ed al Comune di Locri.
Il meeting nazionale "Legalitàlia"
Il 9, 10 ed 11 agosto 2007, in occasione del sedicesimo anniversario dall'assassinio del giudice Antonino Scopelliti, Ammazzateci tutti assieme alla Fondazione Antonino Scopelliti ha promosso ed organizzato a Reggio Calabria "Legalitàlia", il primo meeting nazionale dei giovani antimafia, ospitando a Reggio Calabria una platea di quasi 300 giovani delegati di associazioni e movimenti giovanili italiani ed alcuni tra i massimi esperti italiani in materia di mafie tra giornalisti, magistrati ed operatori sociali.
Ammazzateci tutti oggi: accanto ai testimoni di giustizia ed a De Magistris
Attualmente il Movimento, oltre a sostenere con ogni mezzo possibile i testimoni di giustizia come Pino Masciari, sta promuovendo inoltre numerose azioni di carattere legislativo in materia di lotta e contrasto alla criminalità organizzata, quali ad esempio l'accelerazione dei processi di mafia, costantemente a rischio prescrizione.Ammazzateci tutti è inoltre accanto al pubblico ministero Luigi De Magistris ed ha organizzato diverse manifestazioni e raccolte firme in Calabria ed in tutta Italia contro il trasferimento di quest'ultimo avanzato dal Ministro della Giustizia Clemente Mastella.Oggi Ammazzateci tutti è un movimento antimafia nazionale, con coordinamenti periferici in Calabria, Sicilia, Lazio, Lombardia e Veneto. Nel 2007 ha aderito al Movimento anche Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe Alfano, ucciso a Barcellona Pozzo di Gotto l'8 gennaio 1993. Sonia Alfano è attualmente coordinatore regionale di Ammazzateci tutti in Sicilia e membro, assieme a Rosanna Scopelliti (figlia del magistrato Antonino Scopelliti) del coordinamento nazionale del Movimento.Portavoce nazionale del movimento è Aldo Pecora, già autore dello slogan "E adesso ammazzateci tutti".
Strumenti e mezzi
La portata storica del Movimento è quella di essere auto-finanziato, in quanto non è intenzione degli aderenti usufruire di contributi pubblici per lo svolgimento delle proprie attività.L'impegno maggiore dei ragazzi è mero volontariato sociale, e si concretizza in assemblee, conferenze e confronti nelle scuole di tutta Italia.Sin dai primi mesi del 2006, infatti, i rappresentanti del Movimento sono stati protagonisti di centinaia di assemblee ed incontri in diverse località d'Italia, specialmente nelle Istituzioni scolastiche, per promuovere e sensibilizzare i giovani rispetto la cultura della legalità e l'antimafia sociale.Agli incontri, assieme ai rappresentanti del Movimento hanno preso parte numerose personalità del mondo della cultura, della magistratura, dell'imprenditoria, del giornalismo e del panorama politico nazionale.I ragazzi e le ragazze del Movimento sono stati altresì ospiti di diverse trasmissioni televisive e radiofoniche della Rai e delle reti televisive e radiofoniche private sia nazionali che regionali, dove sono stati individuati come interlocutori credibili di una nuova Calabria che vuole cambiare e sta già cambiando.Organo principale di informazione tra gli attivisti è il forum telematico del sito internet, che ad oggi conta più di 3.000 iscritti.Il sito internet, vittima di un grave attacco informatico nel settembre del 2006, conta oggi tra i 45.000 ed i 60.000 contatti al giorno.
"Ammazzateci tutti" in numeri
(dati aggiornati al 7 luglio 2008)
151 sono le città di tutta Italia dove i ragazzi del Movimento sono stati invitati. 1.236 sono le ore spese in assemblee scolastiche, universitarie, incontri e dibattiti pubblici; 3.420 sono i Megabyte di spazio occupati dai contenuti sul server del sito internet; 4.937 sono le lettere e le e-mail con attestati di stima da tutta Italia; 3.000 sono le t-shirt realizzate ed impegnate nell'auto-finanziamento del Movimento; 8.895 sono gli iscritti al forum telematico del sito internet; 24.452 sono i Megabyte di traffico generati mediamente ogni mese dal sito internet; 18.091 sono i ragazzi di tutt'Italia che hanno comunicato i propri recapiti ai referenti del Movimento, mettendosi a disposizione per la costituzione dei coordinamenti territoriali; 71.563 sono le persone iscritte alle newsletter del sito internet; 50.000 in media sono i contatti unici giornalieri registrati dal sito internet.
Riconoscimenti
Ammazzateci Tutti ha ricevuto sin dalla sua nascita decine di riconoscimenti da parte di associazioni, movimenti ed enti di tutta Italia.Da segnalare tra i tanti riconoscimenti attribuiti il prestigiosissimo Premio Internazionale "Joe Petrosino 2007", assegnato nell'aprile 2007 ai ragazzi del Movimento dall'omonima associazione italo-americana con medaglia d'argento congiuntamente al vescovo di Locri Mons. Giancarlo Maria Bregantini, al Vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino ed al Capo della squadra mobile Polizia di New York Antony Izzo.
http://www.ammazzatecitutti.org/editoriale/ammazzatecitutti-rischia-di-chiudere-entro-un-mese.php
Cari italiani, care italiane,
quando abbiamo deciso di fondare Ammazzateci Tutti, in quel lembo di terra meravigliosa e disgraziata che si chiama Calabria, abbiamo cercato di concentrare le poche, pochissime risorse disponibili e le tante, tantissime speranze, di tutta quella gente che non ce la faceva più a vivere "incellophanata" dall'omertà e, soprattutto, dalla paura.Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrozzone, né politico né imprenditoriale. Solo con il tempo abbiamo capito che è stata una scelta coraggiosa, una sfida più grande di noi, che ha certamente appesantito - non di poco - le già tante preoccupazioni che avevamo comunque messo in conto.Pensate, invece, come sarebbe stato fin troppo conveniente e facile per noi sceglierci uno o più "Mecenate", anche i meno peggiori e, nel portare silenziosamente acqua al loro mulino, ottenerne laute ricompense in termini economico-logistici (apertura sedi, pubbliche relazioni con gente che conta, produzione di gadget, pianificazione di campagne pubblicitarie, ecc..).Ma abbiamo fatto la scelta di essere come gli straccioni di Valmy, abbiamo scelto di combattere contro mostri pieni di soldi e di potere, anche indicandoli con nome e cognome, a nostro rischio e pericolo, facendo ogni giorno la nostra parte anche se rimanevamo e rimaniamo sempre più ai margini dello studio, delle professioni, delle assunzioni, dei diritti di cittadini, mentre chi ha certamente meno titoli ma più amici nelle stanze del potere riesce a laurearsi, ottiene consulenze, incarichi, sponsorizzazioni. E il loro "esercito" diventa ogni giorno più potente ed incontrastabile, mentre il nostro fa i salti mortaliper riuscire a sopravvivere e sostenere anche l'azione di magistrati ed uomini delle forze dell'ordine coraggiosi che si trovano finanche nella situazione di dover pagare loro la benzina delle auto di servizio o i toner nelle fotocopiatrici di caserme, commissariati e Procure. Adesso bisogna ragionare seriamente sul ruolo e l'incisività che Ammazzateci Tutti può rappresentare in Italia oggi e domani, se e quanto valga la pena continuare.E lo facciamo iniziando a fare i cosiddetti "conti": se in termini di consenso e sensibilizzazione il bilancio è in segno positivo ed in netta ascesa costante (partendo dalla Calabria oggi siamo in più di 8.000 ragazzi e ragazze in tutta Italia, dalla Lombardia, alla Sicilia, al Lazio, al Veneto, alla Puglia, al Piemonte, alla Campania), non possiamo dire altrettanto in termini di spese vive sostenute per mantenere aperta la baracca.L'idea di portare sul web e nei territori le nostre rivendicazioni, la nostra voglia di gridare al mondo intero che l'Italia non è solo mafia, che non è colpa nostra se emergono sempre e solo i nostri peggiori concittadini, ci hanno portato a scommettere (e rischiare) sulla nostra stessa pelle il prezzo dell'impegno che ci siamo assunti tre anni fa di fronte a tutti gli italiani onesti.E come se non bastassero le querele, le preoccupazioni, le intimidazioni implicite ed esplicite alle quali siamo ormai abituati, adesso ci troviamo nella situazione in cui - lo diciamo chiaramente - non possiamo più permetterci il "lusso" di continuare con le nostre attività sui territori e quelle telematiche.Partiamo dal nostro sito internet, generosamente ospitato gratuitamente sin dalla nascita su un piccolo server di una azienda calabrese alla quale abbiamo procurato, con la nostra presenza, solo e soltanto danni e preoccupazioni.Ci hanno defacciato il sito per decine di volte, siamo stati vittime di ben 5 attacchi informatici, dei quali due violentissimi (che hanno costretto l'azienda a buttare il server ed acquistarne uno nuovo) ed ora, proprio ieri, veniamo a sapere che, sempre a causa nostra, alcuni pirati informatici sono riusciti a violare nuovamente il server trasformandolo questa volta in uno "zombie" (così si definisce in gergo tecnico) atto a frodare migliaia di persone in tutto il mondo mediante phishing su conti bancari esteri. Per capire meglio la gravità della situazione basti pensare che siamo stati contattati direttamente dai responsabili della sicurezza informatica di due importanti istituti bancari in Australia ed il Belgio, i quali hanno anche tenuto ad informarci delle responsabilità penali di fronte alla legge nostre e dell'azienda che ci ospita.Quantificare ora il danno economico e quello eventualmente penale, ci porta inevitabilmente a stabilire che la nostra esistenza dovrà essere indipendente da ogni preoccupazione futura e, quindi, essere disposti anche a trarne le estreme conseguenze: partendo dalla chiusura di Ammazzatecitutti.org e degli spazi di comunicazione ad esso collegati (forum, ecc..).A questi conti che non tornano dobbiamo aggiungere diverse migliaia di euro di debiti contratti (anche personalmente) nell'organizzazione delle nostre iniziative (sostenute solo parzialmente dalle poche Istituzioni alle quali ci siamo rivolti).Senza contare il fatto che ormai i nostri ragazzi stanno devolvendo interamente alla causa le loro paghette settimanali in ricariche telefoniche e fotocopie.Per questo ci appelliamo a tutti voi, chiedendovi un piccolo grande gesto di solidarietà; diventate nostri "azionisti", almeno noi cercheremo di non fare la fine di Parmalat e Alitalia.Non parliamo di milioni, a conti fatti basterebbero 30 mila euro per farci riprendere fiato e metterci in condizione di fissare obiettivi di medio-lungo termine. Lo facciamo stabilendo una data simbolica: il 16 ottobre prossimo, terzo anniversario dell'omicidio Fortugno e quindi della nostra "nascita". Se entro questa data non dovessimo riuscire a sanare ogni passivo saremo costretti a staccarci la spina da soli, archiviando prematuramente questa bellissima esperienza. Con la morte nel cuore.Dobbiamo dimostrarci persone serie, soprattutto con chi ci guarda da sempre con ammirazione, stima ed aspettative che non meritiamo, perché, come dice spesso Monsignor Giancarlo Bregantini, <> ed evidentemente noi abbiamo fallito, non riuscendo ad organizzare degnamente le speranze di tutti noi, di tutti voi.
Aldo Pecora
Rosanna Scopelliti
Coordinamento nazionale "Ammazzateci Tutti"
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mercoledì 24 settembre 2008
Lotta alla camorra
Da "La Repubbliuca"
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/caserta-sparatoria/maroni-audizione/maroni-audizione.html?rss
Il ministro dell'Interno al Senato: "Atto di terrorismo la strage di Castel Volturno"Appello al Parlamento: "Ridurre i benefici carcerari a tutti gli accusati di mafia"
Maroni: "Guerra civile della camorralo Stato risponde con ogni mezzo"
Solidarietà alle forze dell'ordine: "A Castel Volturno due stazioni dei carabinierie 118 persone agli arresti domiciliari. Immigrati più della popolazione residente"
Da "Il Corriere della Sera"
http://www.corriere.it/politica/08_settembre_24/maroni_camorra_senato_f2a4e0b0-8a1d-11dd-9c4a-00144f02aabc.shtml
Camorra, Maroni in Senato: «È guerra civile, li fermeremo»
Il ministro dell'Interno: «La strage di Castelvolturno è stato un atto di terrorismo»
Da "Il Sole24Ore"
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/09/Maroni-Camorra.shtml?uuid=28d2793e-8a20-11dd-a3c8-efc7617055b7&type=Libero
Camorra, Maroni: nel Casertano è in atto una guerra civile
Da "Il Messagero"
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31597&sez=HOME_INITALIA
Maroni: «La strage di Castelvolturno è terrorismo»
Il ministro dell'Interno: «Lo Stato risponderà con fermezzaalla guerra civile dichiarata dalla camorra»
Qualcosa si sta muovendo, è, forse, troppo presto per parlare, ma qualcosa nell'aria si sente...
Guerra alla camorra?? Pronti a combattere!
http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/caserta-sparatoria/maroni-audizione/maroni-audizione.html?rss
Il ministro dell'Interno al Senato: "Atto di terrorismo la strage di Castel Volturno"Appello al Parlamento: "Ridurre i benefici carcerari a tutti gli accusati di mafia"
Maroni: "Guerra civile della camorralo Stato risponde con ogni mezzo"
Solidarietà alle forze dell'ordine: "A Castel Volturno due stazioni dei carabinierie 118 persone agli arresti domiciliari. Immigrati più della popolazione residente"
Da "Il Corriere della Sera"
http://www.corriere.it/politica/08_settembre_24/maroni_camorra_senato_f2a4e0b0-8a1d-11dd-9c4a-00144f02aabc.shtml
Camorra, Maroni in Senato: «È guerra civile, li fermeremo»
Il ministro dell'Interno: «La strage di Castelvolturno è stato un atto di terrorismo»
Da "Il Sole24Ore"
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/09/Maroni-Camorra.shtml?uuid=28d2793e-8a20-11dd-a3c8-efc7617055b7&type=Libero
Camorra, Maroni: nel Casertano è in atto una guerra civile
Da "Il Messagero"
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=31597&sez=HOME_INITALIA
Maroni: «La strage di Castelvolturno è terrorismo»
Il ministro dell'Interno: «Lo Stato risponderà con fermezzaalla guerra civile dichiarata dalla camorra»
Qualcosa si sta muovendo, è, forse, troppo presto per parlare, ma qualcosa nell'aria si sente...
Guerra alla camorra?? Pronti a combattere!
lunedì 22 settembre 2008
"Lettera alla mia terra"
"Lettera alla mia terra"
di Roberto Saviano
Il grido d'accusa dello scrittore dopo la strage di Castel Volturno "Davvero pensate che nulla di ciò che accade dipenda dal vostro impegno?"
http://robertosaviano.it/documenti/9599
di Roberto Saviano
Il grido d'accusa dello scrittore dopo la strage di Castel Volturno "Davvero pensate che nulla di ciò che accade dipenda dal vostro impegno?"
http://robertosaviano.it/documenti/9599
mercoledì 3 settembre 2008
Teniamo vivo il ricordo di un grande Generale

DAL SITO WEB http://www.ansa.it/
"Fecero a gara a chi sparava più colpi. "Me li avete fatti trovare morti", disse ai complici Pino Greco Scarpa, killer del gruppo di fuoco di Cosa nostra, rammaricato di essere arrivato quando il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo per 100 giorni, e la moglie, Emanuela Setti Carraro, erano già morti. Respirava ancora, agonizzante, l'autista, Domenico Russo. Lo finì Pino Greco. Il 3 settembre del 1982 la guerra che la mafia aveva dichiarato allo Stato segnò uno dei momenti più tragici. Sotto una pioggia di piombo cadde un simbolo delle istituzioni, costretto, negli ultimi giorni della sua vita, ad affidare al giornalista Giorgio Bocca l'amaro sfogo di chi ha capito di essere solo. "Un uomo viene colpito quando viene lasciato solo", disse. Parole che descrivevano le condizioni difficili in cui il generale svolgeva il compito di superprefetto contro la mafia. Nell' uccisione di Dalla Chiesa, massacrato a colpi di kalashnikov in via Isidoro Carini, mentre era in auto con la moglie, seguito dall'alfetta di scorta dell'autista, il ruolo esecutivo della mafia è ormai accertato. A distanza di 25 anni dall'eccidio, però, restano intatte le zone d'ombra di cui parlano gli stessi giudici di Palermo che hanno condannato i killer. Le sentenze sottolineano l' "coesistenza di specifici interessi - anche all' interno delle istituzioni - all' eliminazione del pericolo costituito dalla determinazione e dalla capacità del generale". [...]
Dal giorno del suo insediamento erano passati poco più di 3 mesi, 100 giorni. Il 30 aprile 1982 Dalla Chiesa era giunto in Prefettura a bordo di un anonimo taxi. Durante i giorni che precedettero la strage di via Carini cercò di rispondere allo strapotere delle cosche e di spezzare il legame tra mafia e politica. Le iniziative di Dalla Chiesa furono frenate da ostilità politiche ambientali e da una ridotta capacità di intervento. Il prefetto reclamò continuamente la concessione di poteri di coordinamento che solo dopo la sua morte, però, vennero formalizzate."
lunedì 1 settembre 2008
sabato 30 agosto 2008
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